Il peccato

Premetto che andrò a scrivere il mio (dimitri) pensiero personale e ciò che sento nel mio profondo riguardo questo argomento. Investigate Dio sulla mia ispirazione.

Quando si parla di peccato e di peccatori, solitamente, lo stomaco si restringe. È una cosa naturale, probabilmente data dallo spirito, o data dalla psiche, comunque nella maggior parte dei casi è così.

Sappiamo che commettere un peccato è qualcosa di abominevole e sentirsi peccatori di certo non è piacevole.
Io sono il primo ad essere peccatore ed ogni volta che ci penso (ogni giorno) lotto con il cercare di non nascondermi da questo fatto. Perché per natura cerchiamo sempre di trovare qualche scusante o attenuante.
Invece dobbiamo sforzarci di accettare i nostri errori e il nostro essere e da qui ripartire o almeno, cercare di essere coscienti di questo fatto.

Cosa ci ha insegnato Yeshùa riguardo al peccato, cosa possiamo fare, che cosa ci aspetta?

Non posso rispondere per certo a queste domande ma posso dirvi ciò che penso e ciò che, credo, Dio mi abbia fatto capire.

Partiamo dal fatto che ci sono due tipi di peccato, quelli che ci condurranno alla terminazione spirituale e quelli che invece non produrranno questa terminazione. (notare che ho usato parole delicate :D)

Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita; s’intende a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte: c’è infatti un peccato che conduce alla morte; per questo dico di non pregare.

1 Giovanni 5:16

Certo non c’è peccato di Serie A e Serie B, ma c’è questa distinzione perché il nostro Padre non accetta in alcun modo determinati errori.
Poi c’è l’aggravante, che è il conoscere la legge e il conoscere la buona novella. Romani 6 spiega questa aggravante.

Quando ero piccolo e al catechismo mi dicevano cosa potevo e non potevo fare mi dicevo:

il paradiso sarà vuoto!

ed in effetti, se ci fermiamo alle leggi, sembrerebbe così.

Ma Yeshùa ci ha spiegato che ancora più forte delle leggi è l’amore, l’amore verso il prossimo e l’amore verso Dio.

Nei vangeli viene raccontata la storia di Maria Maddalena, adultera, che doveva essere lapidata ma che Yeshùa, parlando con i suoi “boia“, ha fatto cambiar loro idea salvando Maria dall’orrendo destino.

Gesù andò al monte degli Ulivi. All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, gli dissero: «Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. 5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. 7 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più».

Giovanni 8:1-11

Se ci fermiamo qua non si comprende tutto ciò che è accaduto in seguito. Maria Maddalena ha riconosciuto Yeshùa come figlio di Dio ed ha anche iniziato a seguire i suoi insegnamenti.
Questo significa che ha cambiato la sua vita radicalmente, ha iniziato un percorso di fede e ha seguito degli insegnamenti che poi l’hanno portata al suo ravvedimento e alla comprensione di ciò che sbagliava, chiedendone il perdono.

È in questa parte che dobbiamo concentrarci.
Come diceva Paolo, siamo tutti peccatori, non c’è uomo su questa mondo che non lo sia.

Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c’è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.

Romani 3:21-24

Potremmo anche dire che “purtroppo sta nella natura dell’uomo“. Ma non significa che non possiamo essere persone migliori o che siamo condannati a rimanere peccatori.

Yeshùa è venuto per chi aveva bisogno di lui, per chi peccava e non per chi stava bene o era santo.

Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».

Marco 2:15-17

E sì, ci ha chiesto di allontanarci dai peccati, di chiedere perdono e per fare questo ci chiede di seguirlo. Di prendere la nostra croce e di iniziare una nuova vita insieme a Lui.

Il percorso sarà accidentato, sarà in salita, le nostre scarpe saranno mezze rotte e la nostra croce molto pesante.
Non sarà facile, non lo ha mai detto, ma fare questo percorso, cercare di seguirlo a tutti i costi e mostrare la nostra volontà nel farlo è l’unico nostro scopo di vita.
Non importa cosa abbiamo fatto di male, non importa quanto siamo “persone brutte” o “malvagie”. Yeshùa è venuto proprio per noi peccatori e per darci la possibilità di cambiare.

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.

Matteo 22:37-40

«Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale“; ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: “Raca” sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Pazzo!” sarà condannato alla geenna del fuoco. Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare, e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta. Fa’ presto amichevole accordo con il tuo avversario mentre sei ancora per via con lui, affinché il tuo avversario non ti consegni in mano al giudice e il giudice in mano alle guardie, e tu non venga messo in prigione. 26 Io ti dico in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l’ultimo centesimo.

Matteo 5:21-26

La salvezza (spirituale) ci è stata data per Grazia.

Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati […]

Atti 15:11

Lo scopo della vita è stato svelato e siamo chiamati a seguire Yeshùa. Siamo stati perdonati dai nostri peggiori peccati, siamo stati perdonati anche per i nostri peggiori pensieri, ma dobbiamo seguire Yeshùa.

Da oggi, per me, cambierà qualcosa.

Dio vi benedica!

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